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CRONOLOGIA OPERA 6 febbraio 2007

Posted by tom in DIRITTI E SOCIETA' CIVILE, MILANO, EUROPA.
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Il 14 dicembre alcune famiglie rumene di etnia rom sono sgomberate dal campo di via Ripamonti a Milano.

Il 18 dicembre Prefettura, Comune di Milano e Provincia decidono di allestire un campo a Opera in via Borsellino.

Il 19 dicembre il Sindaco di Opera Ramazzotti, ascoltati gli abitanti della zona, contrari all’insediamento e già pronti a bloccare i lavori, risponde offrendo provvisoriamente un’altra area, più isolata e già attrezzata con elettricità e servizi igienici: l’area circense di via Marcora, a circa 2 km da via Borsellino.

Il 20 dicembre viene convocato, dai Consiglieri Comunali Pino Pozzoli (An) ed Ettore Fusco (Lega), un presidio in via Marcora davanti all’area del campo per impedire l’inizio dei lavori.

La nottre tra il 21 e 22 dicembre una riunione del Consiglio Comunale viene interrotta da circa 200 cittadini sventolanti bandiere della Lega e di An che fanno irruzione protestando contro qualunque insediamento rom. Quasi contemporaneamente vengono incendiate le tende che la Protezione Civile ha portato in via Marcora per allestire il nuovo campo. I rom che avrebbero dovuto abitarle vengono accolti da Don Renato, parroco di Opera.

Il 22 mattina si incontrano il Sindaco del Comune di Opera, il Vicesindaco del Comune di Milano e il Prefetto della Provincia di Milano, cui passa la completa giurisdizione sul campo per motivi di ordine pubblico.

Il 23 dicembre il parroco di Opera, Don Renato, pubblica una lettera nella quale ci si schiera a favore del campo nomadi e contro la xenofobia e il razzismo di alcune componenti della società operese. Alcuni ragazzi tolgono tre striscioni razzisti dal presidio. Uno di loro viene trattenuto dalla polizia fino alle 4 del mattino e poi convocato in questura dalle 8.30 alle 13 senza però nessun reato contestato.

Il 24 notte, durante la preghiera di Natale, Don Renato non fa stringere la mano in segno di pace. Alcuni fedeli abbandonano la parrocchia e ne invitano il boicottaggio, anche economico, nei giorni seguenti. La stessa notte viene stracciato dai picchettanti uno striscione che recita “No al razzismo, Si all’accoglienza”. Stavolta però le forze dell’Ordine non muovono un muscolo.

Il 27 dicembre si tiene un incontro in Prefettura tra istituzioni e cittadini per affrontare le proteste. Viene ribadito che entro gennaio sarà trovata un’area diversa per dare sistemazione stabile a queste famiglie. In quest’area, temporaneamente, la Provincia allestirà le strutture e ne garantirà la manutenzione; il Comune di Milano gestirà l’intervento sociale, garantendo la frequenza dei bambini nelle sue scuole e facendo firmare ai nomadi un patto di solidarietà e legalità. Gli operatori della Casa della Carità e un operatore del Comune di Opera ne seguiranno l’implementazione. La Prefettura garantirà la sicurezza interna ed esterna al campo fino al 31 marzo 2007, data finale di permanenza nel Comune. I manifestanti convocano però ancora il presidio, che da oggi diventa fisso, giorno e notte, sette giorni a settimana.

Il 29 dicembre 2006 nel campo di Opera alle 8 del mattino iniziano i lavori di allestimento. In serata si insediano 77 persone: 23 uomini, 17 donne e 37 minori. Ogni volta che accederanno al campo dovranno presentre i documenti al posto di blocco della Polizia di Stato sulla strada di accesso. La sera vengono lanciati petardi in prossimità delle tende.

Il 30 dicembre il Sindaco convoca don Virginio Colmegna e i suoi collaboratori della Casa della Carità di Milano per elaborare un progetto sociale per il campo. Verranno organizzate iniziative sportive, momenti culturali di conoscenza reciproca, verrà istituito uno scuolabus per accompagnare tutti i bambini a scuola e organizzati turni di pulizia e riordino delle aree comuni del campo.

Il 2 gennaio il sindaco Ramazzotti è ospite di una trasmissione di Telelombardia sui Rom.

L’8 gennaio un uomo del campo, accusato di aver pestato la moglie, viene allontanato in conseguenza della violazione del patto di legalità.

Il pomeriggio del 15 gennaio un gruppo di giovani (tra cui un’Operatrice del Comune) partecipa a una manifestazione musicale al campo. Quando cercano di uscire vengono insultati e minacciati, tanto che sono costretti restare nel campo. Solo alle 22, inseguiti da alcuni manifestanti del presidio, sotto lo sguardo immobile delle Forze dell’Ordine, riescono a scappare sulle loro auto prese a calci.

Il 16 gennaio viene distribuito via posta un falso comunicato del Comune di Opera che impone “a ogni possessore di villa/villetta di mettere a disposizione il giardino per ospitare roulottes, camper, container e tensostrutture”. Il volantino è stampato con l’intestazione del Comune. Ciene aperta un indagine per pubblicazione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico.

Il 18 gennaio i ragazzi aggrediti fuori dal campo presentano denuncia al Prefetto.

Il 19 gennaio la Prefettura annuncia che ha trovato una nuova destinazione per i rom di Opera. Il luogo non viene comunicato per motivi di ordine pubblico. I presidianti, riuniti per l’occasione in un corteo con Borghezio e De Nicola, non ci credono e annunciano che continueranno il presidio. I nomadi vengono evacuati fino alla fine della masifestazione per motivi di sicurezza.

Il 24 gennaio Gad Lerner a “l’Infedele” ospita un dibattito sul campo Rom di Opera.

Il 25 gennaio su richiesta dei consiglieri di minoranza (AN, FI, Lega) si tiene un Consiglio Comunale con argomento il Campo Rom. Numerose le critiche rivolte a coloro che hanno voluto minimizzare l’episodio avvenuto il 21 dicembre scorso. Viene allestito un maxischermo fuori dalla sede del comune per garantire a una cinquantina di presidianti di assistere alla seduta. Le parole del sindaco vengono accolte da fischi.

Il 29 gennaio il Sindaco “ribadisce la necessità di riformulare i termini della protesta dei cittadini, riportandola nei limiti del confronto democratico” ed invita i presidianti a rimuovere il bar costruito nei pressi del presidio perché blocca l’accesso al campo.

Venerdì 2 Febbraio viene ultimata la costruzione del “New-Rom-pi Bar”, spostato di qualche metro, affermano i presidianti, per venire incontro alle richieste di lasciare libera la strada per il campo nomadi. Secondo i presidianti il bar è autorizzato da un accrodo preso in Questura all’inizio della scorsa settimana tra lo stesso questore e una loro delegazione.

Il 5 febbraio il Sindaco Ramazzotti scrive una lettera al Prefetto, denunciando il degrado e le tensioni provocate da un presidio in atto da mesi senza alcuna autorizzazione pubblica documentabile. Lancia inoltre un appello a perseguire il fatto che i manifestanti “rivendicano il loro ruolo fondamentale nel garantire la legalità nel campo controllandone l’accesso”, appropriandosi illegalmente di una prerogativa delle Forze dell’Ordine.

Sabato 10 febbraio. La manifestazione annunciata nei giorni scorsi dalla Lega Nord è stata sospesa e rinviata ad altra data. Si tiene invece la manifestazione promossa dal “Comitato per la solidarietà e l’anti razzismo di Opera”. Il Sindaco Ramazzotti afferma che la cittadina ha bisogno di serenità e di riavvicinare coloro che la solidarietà l’hanno offerta e quelli che invece l’hanno negata. Le famiglie rumene scrivono una lettera in cui si dicono preoccupate per le continue tensioni e, di concerto con le istituzioni e la Casa della Carità, decidono di abbandonare al più presto la tendopoli.

Lunedì 12 febbraio la tendopoli sarà dismessa e le famiglie ancora in procinto di sistemarsi, secondo quanto previsto dal Piano di uscita dall’emergenza, saranno ospitate presso il “villaggio solidale” allestito al Ceas e che da oltre un anno e mezzo già accoglie alcune famiglie rumene di etnia rom.

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Commenti»

1. Ettore Fusco - 19 febbraio 2007

tra le varie inesattezze che non addebito alla malafede ma bensì alla disinformazione di cui siete vittime anche voi non trovo comunque traccia delle tre manifestazioni popolari contrarie al campo rom.
Premesso che il presidio è durato ininterrottamente dal 21 dicembre fino al 11 febbraio ad eccezione dei tre giorni di tregua 24, 25 e 26 dicembre in quanto il prefetto ci aveva garantito che ci lasciava il tempo di valutare soluzioni alternative con le amministrazioni.
Preciso che il 22/12 c’è stata una manifestazione spontanea di 600 persone che hanno sfilato in corteo dal comune all’area del presidio.
Il 13 gennaio un comizio con corteo, organizzati ed autorizzati, con circa 600 persone.
il 19 gennaio un altro comizio con corteo, sempre autorizzati, fino all’area circense con almeno 1000 cittadini presenti.
Altre imprecisioni ci sono ma, ripeto, sono frutto della disinformazione fatta dalle istituzioni ed in particolare dal Sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti che, ancora oggi, stampa ed affigge manifesti ingiuriosi nei confronti dei cittadini di Opera e delle forze di opposizione.

2. tom - 19 febbraio 2007

Grazie delle precisazioni!
Provvederò al più presto a cambiare il post inserendo i nuovi dati e correggendo le inesattezze.
Non esiti a contattrmi in caso di ulteriori segnalazioni. Il nostro interesse è quello di fornire un resoconto completo e dettagliato dei fatti e non una visione ideologica di quanto è successo.
Ancora grazie e a presto,
Tommaso Napoli

3. Un confronto tra Spagna e Italia nei rapporti fra la popolazione (gagé-payos) e le minoranze rom e sinti « RoundRobin - 5 novembre 2008

[…] villaggio per sinti e rom 11-    Rassegna di articoli portatori di stereotipi e altro 12-    Cronologia del presidio contro i “nomadi” di Opera (all’interno del sito si può cliccare sulla lettera assai istruttiva dei rom) 13-    Proposte […]


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