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TRANSPARENCY 5 gennaio 2007

Posted by tom in STRUMENTI.
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Le nuove frontiere della lotta alla corruzione.

Uno degli aspetti caratteristici della corruzione è la sua difficile quantificabilità. Soprattutto nel lungo termine il suo impatto è infatti disperso nei più diversi ambiti della società (sociale, politico, ambientale, ecc..). Misurarla nelle transazioni internazionali sembrava un compito impossibile. Tuttavia, Transparency, un network internazionale fondato nel 1993 a Berlino, si è distinto per la creazione di alcuni strumenti di analisi davvero innovativi.

La struttura e l’impostazione operativa sono significativamente influenzate dal dibattito antropologico. L’approccio è infatti incrementale e non-conflittuale (volto cioè a portare tutte le parti al tavolo di lavoro), mentre tra i
principi guida troviamo scritto che “controllare la corruzione è realizzabile solo se i rappresentanti del governo e del commercio e la società civile lavorano assieme e si accordano su standard e procedure che loro stessi manterranno”.

L’idea alla base di Transparency è dunque quella di analizzare le pratiche discorsive, le rappresentazioni dello Stato e quelle delle connessioni economiche globali alla ricerca dell’offerta di finanziamenti illeciti da un lato (BPI) e della domanda dall’altro (CPI). La corruzione infatti fa partecipare coloro che danno come coloro che prendono. Anche il decentramento organizzativo del network risponde quindi alla necessità di contrastare lo stereotipo che raffigura la corruzione come un prodotto tipico, se non esclusivo, delle economie in via di sviluppo.

Il Bribe Payers Index (BPI) analizza un campione di manager di stati leader dell’esportazione coinvolti in affari internazionali alla ricerca dei veri e propri “mandanti” dlle tangenti. Poi stila una classifica di nazioni in base alla propensione a finanziare in modo illecito i contratti con i paesi in via di sviluppo (in particolare nei settori delle costruzioni e produzione di armi). Tra i più tolleranti verso questo genere di attività, in fondo alla lista, Italia, Corea del Sud, Taiwan, Cina e Russia.

BPI 2006
BPI 2006 in italiano
BPI 2002 in italiano
Sources for the Transparency Bribe Payers Index
Frequently Asked Questions

Il Corruption Perception Index (CPI) classifica invece gli Stati in base al grado di corruzione percepito tra pubblici ufficiali e politici da parte di business men, analisti di tutto il mondo ed esperti “sul campo”. In questo senso rappresenta la “domanda”, ossia il grado di disponibilità di ad accettare un finanziamento illecito. Nel report del 2005 (0 = totalmente corrotto 10 = sano) troviamo ai primi posti, ossia tra i paesi meno tolleranti alle forme illecite di finanziamento, Islanda, Danimanca, Svezia, Svizzera (8.8 / 9.7). In fondo alla lista ci sono invece Etiopia, Iraq e Bangladesh (< 2.5), mentre l’Italia è in mezzo, al 40° posto su 158, con CPI uguale a 5.0, assieme a Ungheria e Sud Corea.

CPI 2006
Sources for the Transparency Corruption Perception Index
World Map CPI 2006
CPI 2005 in italiano
CPI serie storica 1998-2005
Europe and Central Asia – Regional Hightlights 2005
Frequently Asked Questions

Il terzo indice, il Global Corruption Barometer (GCB), è ottenuto misurando l’attitudine e le esperienze di corruzione nella società in generale e indica le conseguenti forme di rappresentazione dello Stato. Pertanto è un ottimo riscontro dell’impatto delle misure anti-corruzione prese all’interno degli Stati. Vengono indicati i settori più affetti dalla corruzione e le modalità in cui i singoli individui sono coinvolti nel pagamento illecito di tangenti. Nell’ultimo report sono segnalati in generale come settori più corrotti i partiti politici e le forze di polizia; in Giappone, Israele e Grecia gli intervistati sono poi spesso dubbiosi sull’integrità degli esponenti religiosi, mentre in India è stato rilevato un forte pessimismo circa la possibilità di eliminare i finanziamenti illeciti.

GCB 2006
GCB 2006 in italiano
GCB serie storica 2002-2006
Sources for the Transparency Global Corruption Barometer
Gli atteggiamenti degli italiani verso la corruzione (2001)
Frequently Asked Questions

Il GCB riporta infine ad altre attività correlate al monitoraggio e alla valutazione. Transparency svolge infatti advocacy nei confronti di istituzioni internazionali e governi sia promuovendo tavoli di lavoro sia supportando la formulazione di proposte di legge per contrastare la corruzione. Ha ottenuto, grazie a quest’azione, l’obiettivo di vedere promossa dall’OECD (Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo) una Convenzione Anti-Corruzione che riconosce il pagamento illecito di funzionari stranieri come offesa criminale.

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