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LA LOGISTICA SECONDO AMARTYA SEN 30 novembre 2006

Posted by francescostaro in ECONOMIA E SOSTENIBILITA'.
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Un convegno all’auditorium di Assolombarda discute gli sviluppi della logistica sostenibile. Ospite il premio Nobel per l’economia Amartya Sen.

Una organizzazione logistica ben sviluppata e sensibile alle tematiche ambientali è un ingranaggio costitutivo delle politiche di sviluppo di un paese. Questo il tema al centro del convegno dedicato ai sistemi di logistica sostenibile organizzato a Milano il 29 novembre che ha riunito industrie leader del settore dei trasporti e della grande distribuzione, oltre che a esponenti del mondo politico ed accademico. All’incontro, promosso tra gli altri da Assolombarda (l’associazione delle imprese industriali e del terziario dell’area milanese), ha partecipato Amartya Sen, premio nobel per l’economia nel 1998.

Il dibattito si è articolato sulla base del lavoro dell’economista indiano che a partire dagli anni ’70 ha rivoluzionato la dottrina economica in materia di sviluppo. Attraverso le sue pubblicazioni e la sua intensa attività di ricerca Sen ha promosso la diffusione di teorie innovative per l’analisi della crescita di un paese, introducendo nuovi indicatori che, in termini generali, cercano di fornire informazioni, oltre che sulla sfera economica, anche su quella sociale e ambientale. L’impegno di Amartya Sen si è concretizzato già nel 1989 quando il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ha inserito i nuovi indicatori tra i propri strumenti di valutazione. La produzione scientifica del premio Nobel copre, tra l’altro, l’analisi dei fenomeni di carestia (vissuti dall’autore in prima persona nell’India del ’43), l’applicazione di una prospettiva di genere alle dinamiche demografiche globali e lo studio delle disuguaglianze in relazione a variabili diverse dal reddito.

Durante il colloquio con la stampa Sen ha commentato il dibattito contemporaneo sulla Responsabilità Sociale di Impresa e sul suo futuro, enfatizzando il ruolo cruciale di una complementarità intelligente tra le parti coinvolte nel processo decisionale e mettendo in guardia dal rischio di sottovalutare l’importanza delle decisioni individuali, e di affidarsi ai soli meccanismi di mercato.“Non dobbiamo dimenticare – ha commentato l’economista – che i diritti umani costituiscono oggi un riferimento chiave per testare la validità delle politiche di sviluppo”. L’efficienza delle infrastrutture e della rete di distribuzione significano accesso alle risorse e libertà di movimento. Gli interventi del premio Nobel durante il convegno provano a dimostrare come diverse libertà – di istruzione, di informazione – siano tra loro interconnesse e concorrano a migliorare il livello generale della qualità della vita. “Prendiamo il caso dell’educazione. Con i fondi del premio Nobel ho promosso una serie di studi in Bangladesh sull’assistenza sanitaria e il sistema scolastico. Subito è emersa la centralità delle questioni logistiche anche in questi settori”. “Visitate l’India oggi – prosegue –, potrete trovare le infrastrutture in pessime condizioni e, di contro, grandi imprese nel settore dell’Information Technology che risentono delle lacune strutturali, come i blackout elettrici, veri incubi logistici che si traducono in maggiori perdite per la libertà umana”. Da questa prospettiva il discorso della logistica va oltre i confini più scontati e si pone al centro delle politiche per lo sviluppo. Sen non tralascia un breve riferimento al premio Nobel per la Pace da poco riconosciuto a Mohammad Yunus: anche le politiche di micro credito sono un possibile strumento per favorire l’ingresso nel mercato, e di qui promuovere lo sviluppo delle libertà effettive degli individui. Nelle domande rivolte al premio Nobel dai presenti al convegno non era celata l’apprensione riguardo la crescente potenza economica di India e Cina. Sen ha concentrato l’attenzione sul tema delle competenze. “Per quanto riguarda l’India ci sono due settori particolarmente sviluppati, uno ad alto ed uno a basso livello tecnologico. Quello a basso livello include ad esempio i call center che, grazie alla lingua inglese, dominano oggi i mercati britannici e statunitensi. La Cina è probabilmente un concorrente più insidioso perchè, anche grazie ad un sistema scolastico più ramificato, ha prodotto negli ultimi decenni più competenze di medio livello”.Affrontando il tema del riciclo e dei materiali di recupero, su cui molte relazioni del convegno si sono concentrate, Sen vede un punto di forza dei paesi europei nell’attivismo civile e nei canali istituzionali ed informali che permettono a queste voci di partecipare al dibattito pubblico sulle problematiche ambientali.

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