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INTERVISTA AD ALFREDO FAVA, UNO DEI PRIMI PRATICANTI DEL FALUN GONG IN ITALIA 12 novembre 2006

Posted by tom in STRUMENTI.
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Dopo i dubbi sollevati da un lettore sui dati relativi alla persecuzone del Falun Gong sono andato a chiedere direttamente alla persona che ha “importato” questa pratica in Italia. E’ Alfredo Fava, imprenditore tessile che aveva aperto un’attività nei pressi di Shangai ma che ora non può più tornare in Cina.

Dottor Fava, come è iniziato tutto?

Ci siamo ritrovati per la prima volta nell’anno 2000. Forse lei si ricorda che tutti i capi di stato si sono riuniti all’ONU a New York. C’eravamo anche noi. Abbiamo fatto una grande manifestazione davanti al Palazzo di Vetro che è poi passata davanti all’Ambasciata. Già lì noi siamo stati identificati perché la polizia segreta cinese filmava tutti. Poi le cose sono andate avanti, anche in Italia è iniziata un’attività di denuncia. Nel 2001 e 2002 tra le altre cose abbiamo fatto una marcia che ha coinvolto anche Pannella dei Radicali e altri parlamentari di fronte a Montecitorio e poi fino all’Ambasciata cinese. La morale è che eravamo molto identificabili per cui dopo questo tipo di attività la prima volta io sono stato fermato all’aereoporto di Shangai e rimandato indietro senza nessuna spiegazione, senza permettermi di parlare con l’ambasciata e neanche con il mio autista che mi stava aspettando fuori.

Poi cosa è successo?

Poi ho potuto ritornare ancora una volta ed è stata la mia ultima volta. Sono stato seguito dalla polizia, dall’ufficio 610, avevo il telefono sotto controllo… e non era un bel vivere a dire la verità. Sono tornato in Italia e da allora non più avuto la possibilità di ottenere il visto. Questo significava avere l’azienda completamente sola. Non c’era più la possiilità di dirigerla, se non per telefono. Devo dire che tutti i miei collaboratori hanno risposto bene perché nessuno si è allontanato dai propri posti. Però la polizia stava facendo un’azione anche nei confronti dei nostri clienti e la cosa si è risolta alla fine con la cessione dell’azienda a un tedesco che era già nostro partner. Io comunque la recepisco come una persecuzione, perché non è stata una libera scelta, è stata una cosa cui sono dovuto per forza piegarmi. E questo è inaccettabile. Non è un caso personale ma è un caso di dignità anche di Paese. Il mio Paese non mi può abbandonare come imprenditore, eppure lo ha fatto.

Cosa pensa dello sviluppo cinese?

La Cina rappresenta un grande mercato e hanno perso la testa per questo grande mercato. Non riescono a capire che ci sono delle condizioni per fare business, e che vanno rispettate. Il fare business con la Cina ad ogni costo è molto pericoloso. Per chi lo fa soprattutto. Perché sei poi ricattabile. Infatti devo dire che avrei potuto poi tornare in Cina. Ma che per farlo avrei dovuto firmare dei documenti di condanna nei confronti del Falun Gong, del suo maestro e di tutto il suo insegnamento.

Le avevano chiesto di firmare una sorta di abiura?

Non apertamente, ma il tentativo l’hanno fatto più volte. Non è un segreto. Il ricatto economico l’hanno usato pesantemente anche su di me. Io non l’ho accettato. Non ritenevo giusto aver ottenuto tanto dall’insegnamento della Dafa e sarebbe stato veramente ignobile. Un tradimento vero e proprio.

Quindi ha preferoto allontanarsi?

Si. Me ne sono andato. Sono più i sette anni che questa terribile azione della Cina nei confronti dei praticanti del Falun Gong… cosa c’è di peggio di questa storia del prelievo degli organi su persone vive? Non c’è niente di peggio, io credo. Credo che neanche i nazisti siano arrivati a un’efficenza così… così grande. Ma soprattutto lo sfruttamento della persecuzione a fini economici, perché traggono dei benefici da tutto questo. Non ho parole.

Ma secondo lei adesso cosa si può fare in positivo? Cosa volete fare voi?

E’ chiaro e evidente: spiegare alla gente cosa sta succedendo, perché riteniamo che qualora riuscissimo a toccare tutte le persone non ci sarebbe più spazio per la persecuzione. Il problema è che da soli è difficile raggiungereil 100% dell’audience, lei lo sa. Non è facile da soli. Noi facciamo quelo che ci è possibile per spiegare. Poi sarà la gente che dovrà prendere posizione. Se le persone di questo mondo avranno ancora qualcosa da dire la persecuzione terminerà per conto suo. La nostra è un’utopia, ne sono consapevole. Però noi questa utopia la portiamo avanti comunque.

Utopia o no, questa lotta ha portato già dei risultati mi pare.

Si. all’inizio non c’era nessuno che si avvicinava, neanche i giornalisti. Nessuno voleva starci ad ascoltare. Ma adesso non è più così. Sono stati prodotti dei documentari e ora ce ne sono molti a disposizione su internet. Poco tempo fa anche La7, in Italia, ha prodotto e mandato in onda un documentario. Vede, le cose cambiano, e quando cambiano cambiano velocemente. Io sono convinto che questa cosa finirà e più presto di quello che noi pensiamo. E’ vero che anche noi abbiamo dei buoni alleati. Noi abbiamo il cielo sopra di noi. E cosa vuole di più? veramente io non ho dubbi su questo, sulla fine della persecuzione. La persecuzione finirà perché la Cina, attraverso un’involuzione del partito comunista, cambierà il regime e ci sarà un modo forse anche virtuoso di uscire da questa persecuzione. Perché è un problema di persone poi alla fine.

Perché secondo lei il falun Gong è stato così osteggiato in Cina?

E’ abbastanza semplice secondo me. I principi del Falun Gong sono in antitesi l’ideologia del PCC. L’aveva dichiarato già Mao Tze Tung a suo tempo: “lottare contro l’uomo, lottare contro la terra, lottare contro il cielo“. Il PCC si basa sul concetto di lotta, di lotta contro tutti e contro tutto. Il nostro motto [del Falun Gong] è “verità, compassione, tolleranza“, in antitesi radicale. E’ inaccettabile per ilPCC. E’ talmente dogmatico. Non accetta cose diverse rispetto a quello che dice. E’ infallibile. Quindi il partito ha sempre ragione. E’ una religione. Per cui come può accettare che il Falun Gong smentisca i suoi principi?

Ho letto che una delle ragioni della persecuzione è che il Falun Gong si è diffuso moltissimo.

Certo di cause non ce n’è una sola. Il Falun Gong dal 1992, quando è stato presentato al pubblico… attenzione, il Falun Gong è sempre esistito però è stato presentato al pubblico nel 1992. E’ importante, perché non è nato nel ’92, risale alla notte dei tempi. Come tante altre pratiche che venivano insegnate da maestro a discepolo. E’ una pratica di coltivazione e in Cina sono sempre esistite. Nel ’92 la degenerazione umana era arrivata al limite, ed era necessario fare qualcosa. Dare qualcosa a chi voleva salvarsi, a chi aveva una fiammella dentro di sé che voleva coltivare per arriavre al prorpio compimento. E nel ’92 a tutti è stata data questa opportunità. E i cinesi l’hanno recepita subito. E in effetti dal ’92 al ’99 quando è iniziata la persecuzione gli stessi organi del PCC hanno stabilito che c’erano tra i 70 e i 100 milioni di praticanti. Poi naturalmente per motivi di propaganda hanno deciso che i praticanti erano soltanto qualche milione. Ma questo a posteriori.
Io non lo so quanti erano. So che erano tanti. Ovunque andavo erano folle. E ovunque il maestro Li Hongzhi di spostava in Cina diventava un problema di ordine pubblico. Nessuno doveva saperlo. Doveva essere una cosa segreta, altrimenti la gente era talmente tanta che allora sì avrebbe creato dei problemi anche con la polizia. Però erano tempi belli in Cina, quando era possibile praticare. Alle sei del mattino la gente usciva di casa. Già i cinesi hanno l’abitudine di fare ginnastica, come il Tai Chi. E anche col Falun Gong alcune volte nei gruppi erano centinaia e si riunivano per praticare tutti assieme. E poi c’erano le conferenze, in cui ci si ritrovava e ognuno spiegava la propria comprensione.

Questo fino al 1999, se non sbaglio. Poi cosa è cambiato?

Si. Sono stati 7 anni veramente belli. Poi è stato creato l’ufficio 610 da Jang Zemin. Non so come chiamarlo. Mi riesce difficile chiamarlo “Presidente”. Lui ha dato tre direttive: che i praticanti del Falun Gong dovevano essere prima di tutto diffamati, per rovinare la loro reputazione, secondo rorovinati economicamente.

E’ quello che è successo a lei?

Si. Ma più grave ancora è quando a una persona tolgono la casa o la pensione. A molti tolgono la possibilità di vivere. Io ho un’impresa tessile. Ora me la cavo con quella italiana. Io non ho bisogno della Cina. Però non accetto quello che è successo. Comunque la persecuzione colpisce duramente soprattutto i cinesi. Gli stranieri è un po’ più difficle.

La terza direttiva?

Distruggerli fisicamente. L’emanazione di queste tre direttive hanno portato grandi cambiamenti. Inoltre la diffamazione ha agito pesantemente. E uno dei fatti più importanti che hanno attirato le resistenze del pubblico in Cina nei nostri confronti. Prima eravamo ben visti da tutti. Prima tutti sapevano che i praticanti del Falun Gong erano brava gente. Dopo l’incidente dell’autoimmolazione di piazza Tienanmen montato ad arte e con passaggi della bambina ce era rimasta ferita e piangeva sul letto dell’ospedale.

Ci spieghi meglio.

L’autoimmolazione di Tieanmmen è un falso completo del regime. Ma ancor oggi ci sono difficoltà a farla passare questa cosa.

A che fatto si riferisce?

Sono delle persone che si sono autoincendiate in piazza Tienammen. C’era anche una troupe della CNN sul posto che non ha mai visto una bambina. Comunque erano 5 persone. Sono arrivate in piazza Tienammen. Noi abbiamo anche i filmati. Se vuole se lo analizza lei da solo e poi deide lei cosa vuol vedere. Si vede tutta la polizia come se già sapesse cosa stava per accadere. Si muoveva in diverse modalità. C’erano alcune persone assolutamente tranquille che stavano filmando. Quelli di professione erano fotografi o cineoperatori e quindi il loro compito era filmare. Poi c’erano alcuni che correvano e non sapevano. Sono arrivati sul posto già attrezzati queli della polizia nel giro di venti secondi con estintori e tutto il resto. E’ chiaro che nessuno mai ha visto un poliziotto con un estintore in mano in piazza Tienammen. Morale: una delle pseudo praticanti, perché hanno detto che erano praticanti del Falun Gong ma non era assolutamente vero, una di queste è stata uccisa sul posto con un corpo contundente. Si vede proprio il corpo contundente che si abbassa, la colpisce da tergo e lei cade in avanti morta. Poi è stata abbandonata là morente. Gli altri sono stati salvati in qualche modo. Uno aveva una bottiglia in mano di plastica che doveva contenere la benzina che aveva utilizzato per autoincendiarsi però stranamente questo contenitore era intatto. La bambina che poi è saltata fuori è stata presa, portata all’ospedale era completamente avvolta nelle bende e non c’era alcuna possibilità di identificarla questa bambina. Tutti quelli che sono stati.. che si sono incendiati hanno subito un’operazione di tracheotomia perché il primo problema sono le vie respiratorie. La bambina è stata intervistata e cantava addirittura, cosa assolutamente impossibile. Ma nessun grande ustionato viene bendato. Nessun grande ustionato può essere avvicinato da una troupe televisiva all’interno di una camera. Capisce che nel tutto c’è qualcosa che non va.

Secondo lei dunque hanno montato ad arte la scena di cinque manifestanti, compresa una bambina, che si sono dati fuoco per screditare il Falun Gong?

Si. Per far vedere che il Falun Gong sono dei fanatici. E ci sono riusciti.

Questo quando?

Presto prestissimo. Mi pare già nell’anno 2000.

Avrei ora un’altra domanda da farle. C’è chi dice, mi riferisco a Harry Wu, noto difensore dei diritti umani, che il Falun Gong gonfia le cifre riguardo ai trapianti di organi effettuati ai suoi praticanti. Cosa ne pensa?

E’ una storia abbastanza squallida. Non riesco a capire perché Harry Wu, che peraltro ha sempre condiviso quello che stava dicendo il Falun Gong, dica ora che non sono vere le storie degli organi venduti. Non riesco a capire. Io non voglio veramente mettere dei dubbi sul personaggio, ma mi chiedo pre quale motivo tutto d’un tratto, quando altri sono disponibili addirittura a farsi coinvolgere personalmente come Matas e Kilgour che non sono praticanti del Falun Gon, quando altri pur non condividendo la nostra fede come Wei Jinsheng dei democratici, un’altra figura storica della diaspora… E’ incomprensibile perché non poggia veramente su delle basi. E’ una negazione di qualche cosa su che basi? Se si vuole discutere non c’è problema a discutere sulla verità di queste cose. Mi chiedo perché supporti così le posizioni cinesi. Mi spiace per questa storia. Mi spiace anche per l’aggressione che ha subito a Roma. Però le sue posizioni non riesco a capirle.

Ha qualcosa da aggiungere?

Ci sono tante pagine tragiche e brutte ma nel complesso ho visto anche tante belle cose succedere attorno al Falun Gong, per cui non riesco a vedere tutto negativo.

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Commenti»

1. Andrei Aioanei - 27 marzo 2007

Finalmente, il grande silenzio sulla vera situazione in Cina si va a sciogliersi.
Ringraziamo coloro che hanno presso l’iniziativa a parlare pubblicamente.

Andrei Aioanei


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