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CATTO-TARRO-PETTINE 3 maggio 2006

Posted by tom in SATIRA.
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Se qualcuno – non avendo proprio niente di meglio da fare – fosse interessato a sapere chi sono precisamente i Catto-Tarro-Pettine sappia che neanche loro ne sono al corrente. Se poi interessa sapere cosa facciano, abbiano fatto o faranno, allora le cose sono più semplici: dell’infanzia potranno facilmente ricordare le dure ore in ginocchio in Chiesa (dove li portavano i padri) sotto lo sguardo severo di uno dei vari Padre Flauto. Adolescenti inquieti – dopo furibonde battaglie col proprio Ego (sempre da tenere a bada) – verso i diciotto, se sono ragazzi, il primo tiro di coca e la prima manovella, sognando la Canalis vestita da suora che lecca le loro ferite di calciatori dopo il gol della finale dei Mondiali; se sono invece ragazze, verso i sedici, tra la recita del rosario e la diretta del Grande Fratello offrono al Signore la bocca e/o il culo per propiziare il matrimonio ma mantenere la Castità; se, infine, neutri o non-specificati, vengono abbandonati in una cesta in Stazione Centrale. Nei momenti di sconforto e di dubbio si possono vedere fare penitenza e umiliarsi in piena notte, ubriachi marci, strisciando lungo Corso Como verso l’oratorio cercando le chiavi della Smart e gli occhiali con la montatura di Armani persi nel tragitto. Dichiarano in media, a proposito dei loro primi quarant’anni: “è vero, non siamo andati a letto presto, abbiamo imparato a gustare e apprezzare il vino, gli acidi e i film di Vanzina. Ma non dovete incolpare noi: se c’è un responsabile, quello è solo la Scuola Pubblica, che per fortuna non abbiamo mai frequentato.” Solitamente, alla fine dei giorni rinnegano il passato, si pentono e – seguendo il consiglio del fu Don Giussani – lasciano ogni impulso mentale al loro culo e chiedono all’Altissimo che si realizzi il piano dell’Unto, non sia mai su di loro (per troppa umiltà, ovviamente), bensì sui loro figli e sul mondo intero. Amen.

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